Il principe del Bisagno
Un giorno di primavera, mamma Germana nuotava tranquillamente lasciandosi trasportare di tanto in tanto dalle acque del torrente ma senza mai perdere di vista i suoi pulcini.
Questi invece, si davano un gran da fare nuotando velocissimi agitando le giovani zampette, per esplorare il nuovo mondo.
Ad un tratto finirono per urtare contro una grossa pietra e furono costretti a rallentare la loro corsa; fu allora che videro due lunghi rami e pensarono che fosse una pianta acquatica, poi però continuarono a seguirli con lo sguardo e si resero conto che una strana, enorme figura emergeva dalle acque.
Si guardarono per un istante e poi corsero via gridando: "Mamma, mamma, laggiù c'è un gigante !"
La germana voltò lo sguardo e notò un grosso uccello che fissava immobile il torrente. Chiamò a sé i suoi piccoli e disse: "Quello non è un gigante, è uno splendido airone cenerino. Si chiama così per il suo colore che è grigio come la cenere; vedete, ha un collo lunghissimo ed il capino bianco sul quale spiccano
quelle due lunghe penne nere. Spesso se ne sta fermo fermo lungo la riva o passeggia lentamente con le sue lunghe zampe.
Nel nostro torrente lo possiamo
incontrare tutto l'anno perchè qui si
trova bene e non ha bisogno di volare
lontano, nei paesi caldi come fanno
gli altri suoi amici aironi che vivono
più a nord".
In quel momento, l'airone cenerino
che, nonostante l'agitazione creata
dai pulcini, era sempre rimasto
immobile, improvvisamente si alzò
in volo dispiegando le sue grandi ali
e con un lento e maestoso battito si
allontanò lasciando i piccoli germani
a becco aperto.
"L'airone cenerino non corre e non si agita" spiegò la mamma, "ma, al momento opportuno, è capace di percorrere anche lunghe distanze con le sue grandi ali e, per la sua eleganza, è considerato da tutti il principe del Bisagno".
di Marina De Mattia