· Il torrente Bisagno era conosciuto già ai tempi degli antichi romani. Plinio il vecchio
nel suo “Historia Naturalis” lo cita come riferimento geografico per la collocazione della città di Genova. Questa infatti è posizionata
tra “il Fertor ed il Porcifera”, cioè tra i torrenti Feritore (Bisagno) e Polcevera.
In quel periodo la presenza di vegetazione intorno al torrente
era molto estesa ed il corso d’acqua era attraversato da
lunghi ponti.
· Nel medioevo il letto del fiume era più ampio rispetto ad oggi soprattutto verso levante.
Nel tratto più pianeggiante si svilupparono
le attività agricole, mentre le zone medio alte erano destinate al bosco ed al pascolo.
· Nel rinascimento, la città comincia ad espandersi ed oltre all’agricoltura si iniziano ad affiancare altre attività . La morfologia
del territorio subisce maggiori modifiche con la costruzione di impianti idrici e strade.
· Fino all’ottocento comincia ad essere ridotto lo spazio intorno al letto del torrente in favore dell’edilizia urbana ed anche i ponti vengono ridotti, come ad esempio ponte Carrega.
Nella zona vicina alla foce era stato conservato però
uno spazio libero da costruzioni (area golenale) per scaricare le acque nei momenti di piena.
sviluppo urbano, con la realizzazione dell'abitato di Corso
Sardegna e delle zone vicine , ha coperto buona parte anche di
questa area golenale. Il ponte S.Agata che originariamente
aveva 28 arcate, è stato ridotto a soli cinque archi.
· Infine a metà del novecento, con l’ulteriore espansione urbana, è stata realizzata la copertura totale del torrente nella zona della
Foce con tutti i problemi idrogeologici che ha comportato.